
Tremore Vulcanico dell'Etna: Cosa Dice il Grafico INGV
Cos'è il tremore vulcanico, come si legge il grafico dell'INGV e — soprattutto — cosa quel grafico NON può dirvi. Ve lo spiego io, che lo guardo ogni mattina prima di salire sul vulcano.

Cos'è il tremore vulcanico dell'Etna?
Il tremore vulcanico è un segnale sismico continuo che l'Etna produce senza sosta. Non è la scossa improvvisa di un terremoto: è una vibrazione di fondo, presente giorno e notte, legata al movimento di magma e gas nei condotti interni del vulcano. Le stazioni sismiche dell'INGV — Osservatorio Etneo lo registrano 24 ore su 24, e l'istituto pubblica quasi in tempo reale il grafico della sua ampiezza. È uno dei dati che io, da Guida Vulcanologica, controllo ogni mattina prima di decidere dove portare i miei gruppi — insieme alle immagini della webcam dell'Etna in diretta, nella cui pagina trovate incorporato lo stesso grafico ufficiale INGV.
In questo articolo vi spiego come leggo quel grafico e cosa racconta davvero. E, altrettanto importante, cosa non può dirvi: il tremore non è una sfera di cristallo, e le valutazioni sull'attività del vulcano spettano soltanto all'INGV e alla Protezione Civile, attraverso i loro canali ufficiali. Qui trovate solo educazione alla lettura, dal punto di vista di chi sul vulcano ci lavora ogni giorno.
Come si legge il grafico del tremore INGV?
Il grafico mostra l'ampiezza media del tremore registrata dalle stazioni sismiche installate attorno all'Etna: sull'asse orizzontale c'è il tempo, su quello verticale l'intensità del segnale. In pratica, la curva racconta quanto "rumore sismico" sta facendo il vulcano, ora per ora.
Tre cose che ho imparato a guardare, in quest'ordine:
- La tendenza, non il singolo punto. Un valore isolato dice pochissimo: conta come si muove la curva su ore e giorni. Una linea bassa e piatta da settimane descrive un vulcano tranquillo; una salita netta e sostenuta descrive un sistema che si sta muovendo di più. Fra i due estremi c'è tutta la normale vita dell'Etna.
- Il confronto con i giorni precedenti. Il livello "normale" dell'Etna non è zero: il vulcano vibra sempre, anche quando dalla costa sembra addormentato. Per capire se un valore è alto o basso serve il contesto delle settimane precedenti, non il numero del momento.
- La coerenza del segnale. Il tremore che conta è quello che si mantiene nel tempo. Disturbi locali — vento forte, mare grosso, attività umana vicino a una stazione — possono sporcare il segnale: per questo un dettaglio strano su un grafico non va mai letto da solo.
Durante gli episodi più spettacolari degli ultimi anni — le fontane di lava che tanti hanno seguito in diretta — l'ampiezza del tremore è salita in modo evidente durante l'episodio, per poi ridiscendere a esaurimento. È per questo che il grafico è così popolare tra gli appassionati: è il "battito" del vulcano, visibile a chiunque.
Cosa NON si può dedurre dal grafico del tremore?
Questa è la parte a cui tengo di più, perché sui social circola di tutto. Il grafico del tremore non è uno strumento di previsione, e chi lo usa per annunciare eruzioni imminenti gli fa dire cose che non può dire.
- Non dice quando erutterà l'Etna. Nessun grafico pubblico, da solo, lo dice. La valutazione dell'attività vulcanica si basa su molte reti di monitoraggio insieme — sismica, deformazioni del suolo, gas, telecamere termiche — ed è compito esclusivo dell'INGV.
- Un picco non è un'eruzione. Variazioni e oscillazioni fanno parte della vita normale del segnale. Leggere ogni salita come un'eruzione in arrivo è il modo più sicuro per sbagliare.
- Non dice dove. Il tremore è un dato d'insieme: dal grafico pubblico non si ricava da quale bocca o versante potrebbe manifestarsi un'eventuale attività.
- Non è un livello di allerta. Gli stati di allerta e le comunicazioni ufficiali spettano solo a INGV e Protezione Civile. Diffidate di chi "dichiara allarmi" leggendo un grafico: io non lo faccio, e lavoro sul vulcano tutti i giorni.
Come uso il tremore da guida, insieme alla webcam
La mia routine del mattino, prima di ogni escursione, è sempre la stessa: leggo i comunicati e i bollettini ufficiali dell'INGV, guardo la tendenza del tremore e poi apro le webcam per vedere il vulcano con i miei occhi — il pennacchio dei crateri sommitali, le nubi, la neve, la visibilità. Nessuno di questi tre elementi basta da solo: insieme, mi danno il quadro con cui decido percorso e quota della giornata, sempre entro i limiti delle ordinanze vigenti.
Il tremore mi dice quanto "rumore" sta facendo il vulcano; la webcam mi mostra cosa si vede in superficie. Se volete imparare a leggere anche le immagini, ho scritto una guida su come leggere le webcam dell'Etna da guida vulcanologica: insieme a questo articolo, vi dà gli stessi strumenti di osservazione che uso io — senza scorciatoie e senza allarmismi.
Dove seguire il tremore dell'Etna in tempo reale
La fonte è una sola: l'INGV — Osservatorio Etneo, che pubblica il grafico dell'ampiezza del tremore sul proprio sito insieme a comunicati e bollettini. Per comodità lo tengo incorporato anche nella mia pagina webcam, sotto le immagini in diretta, così potete guardare segnale e vulcano nello stesso posto. Se vi interessa capire tutta la macchina della sorveglianza — reti sismiche, telecamere termiche, misure dei gas — ho raccontato chi monitora e studia il vulcano Etna in un articolo dedicato.
Un'ultima cosa, da guida: il tremore si legge per curiosità e per cultura, non per pianificare la sicurezza da soli. Se volete salire sull'Etna, la strada giusta è affidarsi alle guide autorizzate e alle regole vigenti — e il vulcano, ve lo assicuro, è ancora più affascinante quando qualcuno ve lo spiega da vicino.
Fonti e riferimenti ufficiali
- INGV — Osservatorio Etneo (ct.ingv.it) — monitoraggio 24/7, grafico del tremore, comunicati e bollettini ufficiali.
- Parco dell'Etna (parcoetna.it) — regole di accesso all'area protetta.
- Collegio Regionale Guide Alpine e Vulcanologiche Siciliane — le guide abilitate all'accompagnamento in quota.
Prima di prenotare: checklist rapida
- Controlla meteo e condizioni di attività vulcanica aggiornate per le tue date.
- Conferma punto di ritrovo, orario di partenza e transfer.
- Richiedi disponibilità in anticipo per data e percorso preferiti.
- Leggi le indicazioni locali di sicurezza prima delle escursioni.